Domenica 28 Mag 2017
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MEDIANITA', SPIRITISMO, CHANNELLING

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Storia dello spiritismo - terza parte

. Pubblicato in MEDIANITA\', SPIRITISMO, CHANNELLING

Giampiero Cara

(Per leggere le prime due parti di questo articolo, clicca sui rispettivi link nella sezione "Dall'aldilà ci parlano")

Dal 1974, comunica attraverso il medium americano Jack Pursel uno spirito di nome Lazarìs, che sembra molto aggiornato in campo scientifico, e non a caso viene considerato uno degli ispiratori del movimento New Age.

Secondo Lazarìs, "intervistato" qualche anno fa da Maria Rosaria Omaggio per la trasmissione televisiva "Incredibile", "la reincarnazione è un processo dove si sceglie fra delle vite contemporanee. Come afferma anche la nuova fisica, tutte le vite sono infatti concomitanti; si vivono in sequenza, ma la sequenza la mettete voi, non le vite. Ci sono tante vite dappertutto. Si vive una vita e poi, quando è finita, si lascia il corpo, si dorme, si è svegli, si ripassa la vita vissuta in rapporto con gli altri, se ne sceglie un'altra e la si vive. Tutte queste cose vengono provate in sequenza, ma sono tutte simultanee".

Questa visione della reincarnazione offre lo spunto per una riflessione fondamentale sullo spiritismo. Se tutto avviene simultaneamente, ciò vuol dire che, anche adesso che siamo vivi, noi esistiamo contemporaneamente nel mondo degli spiriti. Anche se non ce ne rendiamo conto consapevolmente, dunque, viviamo al tempo stesso in più dimensioni. E' per questo che possiamo comunicare con gli spiriti disincarnati: perché tali siamo stati, saremo e quindi siamo anche noi.

Esiste dunque una dimensione comune tra la vita terrena e quella nel cosiddetto aldilà, una dimensione alla quale è possibile accedere consapevolmente ed in cui la nostra parte spirituale può entrare in contatto con altre entità spirituali a noi affini. Poiché in tale dimensione non esistono né il tempo né lo spazio, è chiaro che accedervi con la coscienza significa trascendere i limiti spazio-temporali.

Da secoli, lo strumento che consente di far questo è la meditazione, di cui la trance, in fondo, non è che una forma più profonda ed inconsapevole. Attraverso la meditazione si può raggiungere consapevolmente la dimensione al di là dello spazio e del tempo.

E' in questa dimensione che possiamo incontrare delle entità desiderose di collaborare con noi. Possono essere spiriti di persone incarnate o disincarnate rispetto all'epoca in cui viviamo (la cosa non ha importanza perché, ricordiamolo, tutto è contemporaneo), e possiamo chiamarli "spiriti guida" o semplicemente "consiglieri" o amici. Ma poiché, secondo gli insegnamenti mistici e religiosi di tutti i tempi, lo spirito umano è unico ed indivisibile, se entriamo ad un livello ancor più profondo, possiamo accorgersi che le entità con cui dialoghiamo non sono altro, in realtà, che delle manifestazioni del nostro stesso spirito.

Ciò concorda con una cosa che tutti i medium dicono sempre: ognuno di noi è potenzialmente in grado di comunicare con il mondo spirituale. E allora, per conoscere la verità sui fenomeni medianici e sul mistero della vita dopo la morte, le domande, piuttosto che rivolgerle ai medium od agli spiriti, non sarebbe meglio farle a noi stessi? Non dovremmo dimenticare il fondamentale messaggio iniziatico dell'oracolo di Delfi: "Conosci te stesso". E' dentro di noi che si trovano tutte le risposte. E allora, perché cercarle altrove?


Copyright © 2001 Giampiero Cara