Domenica 28 Mag 2017
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MEDIANITA', SPIRITISMO, CHANNELLING

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Storia dello spiritismo - seconda parte

. Pubblicato in MEDIANITA\', SPIRITISMO, CHANNELLING

 Giampiero Cara

Un altro fenomeno attraverso cui gli spiriti tenterebbero di convincerci della veridicità delle comunicazioni medianiche è rappresentato dagli "apporti", ossia gli oggetti che sembrano materializzarsi dal nulla durante le sedute. Il Cerchio Esseno, un gruppo medianico italiano operante dal 1979, è un'autorità in questo campo, visto che finora ha prodotto ben 380 di questi apporti, alcuni dei quali hanno rivelato, di fronte ad analisi scientifiche, caratteristiche straordinarie e inspiegabili.

Tali apporti si sono materializzati anche in presenza di testimoni imparziali, come per esempio Paola Giovetti, giornalista esperta di fenomeni paranormali, che, alla fine di una seduta, si è ritrovata in mano una grande moneta di rame e argento con la spirale, simbolo dell'infinito, da una parte, ed un suggestivo profilo femminile dall'altra. "Prima che la luce venisse accesa", afferma la Giovetti, "ho avuto la sensazione che l'oggetto non fosse statico, ma si dilatasse tra le mie mani, divenendo, da concavo che mi sembrava all'inizio, perfettamente liscio e più grande".

I componenti del Cerchio Esseno hanno più volte invitato gli studiosi scettici a fare richiesta dei dati tecnico scientifici delle analisi compiute sugli apporti in questione ma, a quanto pare, nessuno lo ha fatto. Da ciò, secondo l'esperto di fenomeni medianici Romualdo D'Alessandro, "si deduce che i `signori della scienza' sono talmente impegnati nel tentativo di negare aprioristicamente la possibilità di tali eventi che non hanno il tempo di cercare di comprendere la verità".


SPIRITISMO E SCIENZA: GUSTAVO ROL

Ma è davvero possibile che la scienza arrivi a comprendere delle manifestazioni che sembrano trascendere completamente le leggi fisiche? Uno scienziato, per sua formazione (o meglio condizionamento) culturale, ha bisogno di solide prove concrete, ripetibili a piacimento, mentre lo spiritismo (come i fenomeni parapsicologici in genere) si muove in un ambito molto più sottile, imprevedibile per gli stessi medium, che producono fenomeni sui quali di solito asseriscono di non avere alcun controllo. Sembra difficile che possa verificarsi un incontro.

Di questo avviso era un grande sensitivo italiano recentemente scomparso, il torinese Gustavo Rol, che rifiutò sempre di sottoporre i suoi esperimenti a controlli scientifici. Eppure riusciva spesso a sconcertare testimoni anche autorevoli (oltre alla Giovetti, lo scrittore Dino Buzzati ed il regista Federico Fellini, tanto per fare un paio di esempi) leggendo in libri chiusi, prevedendo il futuro, scrivendo e disegnando senza toccare matite né pennelli e smaterializzando oggetti, oltre che comunicando con anime di trapassati.

Rol non praticava lo spiritismo inteso come seduta medianica, con persone in catena ed evocazione di defunti. Si riuniva con un gruppo di amici e prendeva spunto da numeri o lettere scelti a caso, oppure da un mazzo di carte, per determinare con quale spirito mettersi in comunicazione. Quindi faceva abbassare le luci e cadeva in una sorta di trance leggera, facendo delle domande allo spirito in questione, il quale, per rispondere, prendeva in prestito la voce di Rol, oppure gli faceva scrivere o disegnare qualcosa su un foglio di carta.

A volte, senza che Rol toccasse nulla, si materializzavano dal nulla lettere già scritte o disegni già schizzati. In questo modo, si sono manifestati attraverso Gustavo Rol, tra gli altri, gli spiriti di Eleonora Duse (anche con una sua lettera chiusa a Gabriele D'Annunzio), dei grandi pittori El Greco (che disegnò un Cristo su un foglio bianco poco prima riposto in un cassetto chiuso a chiave) e Kandinski, del poeta francese Charles Baudelaire e del faraone egiziano Amenemhet.

E allora, visto che di solito i suoi "esperimenti", come li chiamava lui, avevano successo, perché Rol non voleva sottoporli a controlli scientifici? Convinto che la scienza non potesse "analizzare lo spirito", Gustavo Rol riteneva impossibili tali controlli perché non era in grado di disporre a suo piacimento dei fenomeni che si mani festavano attraverso di lui. "Io debbo necessariamente agire con spontaneità", scriveva nel 1978, "quasi `sotto l'impulso di un ordine ignoto".

Rol riteneva che non è studiando la manifestazione dei fenomeni spiritistici che si può comprenderne l'essenza, bensì risalendo alla loro fonte, ossia quello che Rol chiamava lo "spirito intelligente". Scrive ancora Rol: "Tutto è vivo, anche la materia, e tutto ha uno spirito. Anche quando un oggetto va distrutto, resta la storia del suo passato, resta il suo `spirito'. Passando dalle cose inanimate e dagli animali all'uomo, lo spirito si accresce dell'attributo intelligente. Per noi lo `spirito intelligente' non è l'anima, soffio divino che alla morte si libera del corpo e torna a Dio, ma quel qualcosa di particolare che rimane sulla Terra, come una fotocopia della scheda segnaletica personale, comprendente funzioni e pensiero, dell'individuo. Questo `spirito intelligente' può essere ancora operante dopo la morte della persona".

Maggior controllo sui fenomeni di carattere spiritistico sembra possedere una delle più gradi e famose medium dei nostri giorni, la cinquantacinquenne inglese Rosemary Altea (per saperne di più su di lei, leggi l'articolo a lei dedicato nella sezione "Interviste e ritratti New Age"), la quale sembra riuscire facilmente ad evocare gli spiriti di persone scomparse care a chi gli sta davanti. Ciò ha fatto pensare che alla radice dei suoi poteri ci sia la capacità di leggere nel pensiero, ma lei respinge questa spiegazione.

"Molte persone", ha dichiarato, "hanno difficoltà ad accettare quello che faccio e cercano delle spiegazioni. Magari pensano che io legga nella mente, oppure che usi l'energia di chi mi sta di fronte per creare l'immagine di una persona defunta. Ma a volte mi capita di vedere, accanto a chi viene da me per comunicare con qualcuno che non c'è più, una persona che chi mi interpella non conosce, e che anche in famiglia nessuno conosce. E poi magari spunta fuori una vecchia nonna che, sentendola descrivere, riconosce la persona che ho visto. Perciò, quel che vedo non può essere altro che reale".

Sostanzialmente, la visione diretta che la Altea afferma di avere dell'aldilà si rivela in armonia con il succo delle testimonianze spiritiche raccolte a suo tempo da Kardec. Noi siamo esseri spirituali e scegliamo d'incarnarci sulla Terra perché crediamo che quest'esperienza possa insegnare qualcosa alla nostra anima, che ha bisogno di crescere, d'imparare per raggiungere l'illuminazione. Quando poi si muore, alcuni sentono di non aver imparato abbastanza, e perciò scelgono di tornare. Altri, invece, scelgono di rimanere spiriti disincarnati per progredire in altri modi.

Da questa spiegazione, però, si può dedurre che sia possibile comunicare soltanto con le anime che hanno scelto di rimanere nel mondo spirituale, le quali per di più sembrano presentarsi al medium esclusivamente nell'aspetto che avevano in occasione della loro ultima incarnazione. Ciò implica una concezione del tempo come fenomeno lineare, ossia procedente regolarmente da un "prima" ad un "dopo", che ormai è stata superata anche dalla scienza.

Basta pensare, tra l'altro, alla teoria della relatività di Einstein, alla fisica quantistica in genere ed alla "sincronicità" di Jung per constatare come i grandi studiosi e scienziati del nostro secolo si siano resi conto che il tempo è un'illusione, perché in realtà tutto avviene simultaneamente.

Sembra dunque che gli spiriti (o i medium) non conoscano la fisica quantistica e si regolino ancora in base a principi semplicistici ormai superati. E questo è uno dei fattori che maggiormente desta perplessità sullo spiritismo. Come scrive lo studioso inglese Colin Wilson, "bisogna francamente riconoscere che l'avversione che parecchie persone intelligenti provano per lo spiritismo non è tanto un dubbio sulla validità delle sue prove, quanto sulla maniera in cui esso sembra semplificare l'universo".

Non tutti gli spiriti, però, operano questa eccessiva semplificazione. Nella terza parte di questo articolo, vi presenteremo uno spirito apparentemente molto aggiornato in campo scientifico...


(FINE SECONDA PARTE: LEGGI LA TERZA PARTE IL MESE PROSSIMO)