Sabato 24 Giu 2017
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MEDIANITA', SPIRITISMO, CHANNELLING

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Storia dello spiritismo - prima parte

. Pubblicato in MEDIANITA\', SPIRITISMO, CHANNELLING

 Giampiero Cara

Il mistero della morte ci ha sempre terrorizzato e al tempo stesso affascinato. Grazie alla scienza, conosciamo le cause fisiche della morte, che avviene quando i cosiddetti "organi vitali" smettono di funzionare perché "si guastano" irreparabilmente. Ma dopo la cosiddetta morte, in effetti, la materia che compone il corpo fisico è ancora viva e subisce dei mutamenti più rapidi ed intensi del solito (rigor mortis, decomposizione, ecc.). Semplicemente, sembra che quel qualcosa che prima animava il corpo non ci sia più. Ma poiché prima la religione e poi la scienza ci hanno insegnato che "nulla si crea e nulla si distrugge", sappiamo che questo qualcosa, chiamato "anima" o "spirito", non può essere sparito. E allora, dov'è?

Abbiamo cercato di rivolgere questa domanda a coloro che hanno già vissuto l'esperienza della morte, ed abbiamo ricevuto delle risposte attraverso dei cosiddetti medium, ossia delle persone particolarmente sensibili in grado di offrirsi come strumento di espressione agli spiriti dei defunti. Di solito, le comunicazioni medianiche tendono a rassicurarci sul fatto che la morte fisica non interrompe il cammino dell'anima; e neppure la consapevolezza, perché gli spiriti dell'aldilà sembrano rendersi conto di essere morti (e non se ne preoccupano), ed anzi rivelano spesso un maggior grado di coscienza spirituale.

Tutto questo è realtà o soltanto un'illusione consolatoria? Una verità spirituale o un inganno della nostra mente? Tentiamo di vederci più chiaro, passando in rassegna le "testimonianze spiritiche" più significative del passato e del presente.


LA NASCITA DELLO SPIRITISMO

La nascita dello spiritismo, ovvero la dottrina secondo cui l'anima sopravvive alla morte del corpo ed è in grado di comunicare con i viventi attraverso dei medium, si fa risalire al 31 marzo del 1848, con il clamoroso episodio delle sorelle Fox, due ragazzine americane che riuscirono a stabilire un contatto con un'"entità" che da tempo infestava la casa in cui vivevano con la loro famiglia.

Il modo in cui riuscirono a comunicare con questa entità è uno dei più semplici e caratteristici delle cosiddette sedute spiritiche: sotto l'influenza del medium, e talvolta spontaneamente, un oggetto qualunque (spesso il medesimo tavolo usato per la seduta) può muoversi senza causa apparente o battere un certo numero di colpi, dando così delle risposte attraverso dei "sì" o dei "no", oppure attraverso l'indicazione di lettere dell'alfabeto.

Con questo metodo, denominato tiptologia, le sorelle Fox riuscirono a scoprire un delitto rimasto fino ad allora ignorato. Il corpo dello "spirito picchiante", infatti, venne trovato sepolto sotto il pavimento della cantina della casa: era un venditore ambulante ucciso a scopo di rapina dal precedente inquilino della casa che veniva dall'aldilà a denunciare il delitto ed a chiedere sepoltura.

Lo scalpore suscitato dalla vicenda scatenò una vera e propria passione per i contatti con l'aldilà: le sedute spiritiche si diffusero rapidamente, e le trance medianiche, i "colpi", i "tavoli rotanti" divennero un argomento di moda prima negli Stati Uniti e poi anche in Europa. I medium cominciarono a moltiplicarsi ed a produrre altre forme della sconcertante fenomenologia spiritistica, come lo spostamento di oggetti senza contatto, venti freddi, le materializzazioni o smaterializzazioni, la dettatura di messaggi trasmessi dal medium in forma scritta, spesso con calligrafie diverse dalla sua o in lingue a lui ignote (xenografia), o parlata -- e anche in questo caso, la voce può essere di timbro o addirittura di sesso diverso, oltre che parlare una lingua straniera (xenoglossia) -- le levitazioni e altre ancora, attraverso cui gli spiriti diramavano comunicazioni dal mondo ultraterreno.

Tutti questi fenomeni cominciarono a propagarsi con sorprendente intensità. Sembrava che gli "spiriti", rimasti più o meno muti per secoli, fossero diventati improvvisamente ansiosi di convincere gli uomini della realtà della sopravvivenza dopo la morte e della possibilità di contatto tra vivi e defunti. E' significativo, in questo senso, il messaggio che uno spirito affidò alle sorelle Fox, divenuto il vero e proprio "manifesto" del movimento spiritico: "Cari amici, questa è l'alba di una nuova era: non dovete più nasconderlo. Fate il vostro dovere e Dio vi proteggerà, così come i buoni spiriti".


VERI E FALSI MEDIUM

La possibilità che improvvisamente si offriva agli uomini di avere notizie "di prima mano" sulla vita dopo la morte, sulle condizioni di esistenza nell'aldilà, sul perché della vita sulla Terra, ossia sui grandi problemi che da sempre ci poniamo, creò un clima di grande e confuso interesse che permise a dei personaggi equivoci di inserirsi tra i medium in buona fede.

A volte anche dei medium sostanzialmente genuini usavano dei trucchi. Per esempio, la celebre sensitiva napoletana Eusapia Paladino, che operò a cavallo tra l'800 ed il '900, venne smascherata parecchie volte. Ci fu però almeno un medium, rivelatosi proprio agli albori dello spiritismo, che, a quanto pare, non fece mai ricorso a trucchi (e gli straordinari fenomeni che si producevano in sua presenza furono spesso sottoposti a controlli da parte di studiosi scettici): lo scozzese Daniel Douglas Hume, nato in un villaggio nei pressi di Edimburgo il 20 marzo del 1833. Sua madre discendeva da una famiglia di "veggenti" e prediceva sempre la morte di amici e parenti, ed a quattro anni Daniel già vedeva cose che accadevano in luoghi lontani.

Nel 1846, due anni prima del caso delle sorelle Fox, gli spiriti già gli si manifestavano attraverso dei colpi su tavoli e mobilio. Dal 1851 in poi, quando cominciò a girare il mondo, i suoi sbalorditivi poteri lasciarono a bocca aperta migliaia di testimoni. In sua presenza, i tavoli si sollevavano addirittura dal suolo di parecchi centimetri, mentre le mani del medium erano tenute ferme dai presenti. Inoltre, non chiedeva mai che si abbassassero le luci, né si preoccupava di creare un'atmosfera. A volte non accadeva nulla, poiché Hume sosteneva di non avere alcun controllo sui fenomeni che si producevano.

Più spesso, però, tutto cominciava con una vibrazione del tavolo che poteva estendersi all'intera stanza, seguita da rintocchi di campane e rulli di tamburi. Apparivano delle mani che facevano ondeggiare fazzoletti, dei mobili enormi si spostavano come se non pesassero nulla, pianoforti a coda fluttuavano per la stanza e delle sedie ci saltavano sopra. Lo stesso Hume talvolta levitava nonostante le pressioni di chi cercava di tenerlo fermo sulla sedia. Schizzava dell'acqua da non si sa dove e si sentivano spiriti che parlavano o cantavano, per poi terminare la loro esibizione con un cortese "Buona notte, che Dio vi benedica".


ALLAN KARDEC E GLI INSEGNAMENTI DEGLI SPIRITI

Fenomeni del genere, per quanto convincenti e spettacolari, non facevano che accrescere la confusione che regnava in materia di spiritismo. C'era bisogno di qualcuno che tentasse di mettere un po' di ordine nel caotico mondo delle manifestazioni medianiche, per vedere se fosse possibile estrarne degli insegnamenti spirituali coerenti. A farlo ci pensò, nella seconda metà dell'Ottocento, lo studioso francese Léon Hippolyte Denizard Rivail.

Stimato pedagogista, appassionato di filosofia e di scienza, Rivail cominciò ad interessarsi di fenomeni medianici a cinquant'anni, nel 1854, e lo fece con rigoroso metodo sperimentale, dando credibilità ad una dottrina che, fino ad allora, ne aveva avuta ben poca. La sua conversione vera e propria allo spiritismo avvenne grazie ad un appello personale da parte di entità che gli rivelarono fatti che soltanto lui poteva sapere; gli parlarono inoltre di una sua precedente incarnazione in Bretagna, presso gli antichi celti, col nome di Allan Kardec, che divenne lo pseudonimo di Rivail, con cui lo studioso firmò tutte le sue opere di carattere spiritico.

Attraverso la scrittura automatica della medium Céline Japhet, Kardec poteva "intervistare" le entità, chiedendo loro spiegazioni su argomenti di carattere generale e particolare, ma con spirito critico, senza prendere per oro colato tutto ciò che dicevano. Kardec si accorse, infatti, che gli spiriti, in quanto anime di uomini, non possedevano la sapienza assoluta. Non erano dunque infallibili; il loro sapere era limitato al loro grado di evoluzione e le loro opinioni erano spesso del tutto personali. Esistevano anzi degli "spiriti inferiori" che mentivano di proposito, compiacendosi della credulità di chi li evocava.

In generale, secondo Kardec, gli spiriti si manifestavano in ragione della loro simpatia per la natura morale di chi li evocava. Quelli "inferiori", dunque, si manifestavano soprattutto tra le persone frivole o guidate dalla sola curiosità, attribuendosi magari nomi illustri per meglio indurre in errore. Quelli "superiori", invece, la cui presenza escludeva quella degli "inferiori", si presentavano in riunioni serie, dominate dall'amore per il bene e dal desiderio sincero di conoscenza, e predicavano sempre l'amore per se stessi e per il prossimo.


IL LIBRO DEGLI SPIRITI

Il nocciolo degli insegnamenti degli spiriti superiori raccolti da Kardec è riassunto nell'introduzione alla sua opera più famosa, Il libro degli spiriti. In essa, l'autore afferma che il mondo spirituale, invisibile alle persone fisiche, costituisce l'essenza della creazione divina, mentre il mondo fisico non è che un fenomeno secondario. L'anima è uno spirito incarnato collegato al corpo materiale da un involucro semimateriale denominato perispirito, ossia una parte energetica che può essere resa visibile in occasione delle cosiddette apparizioni di spiriti.

L'evoluzione degli spiriti si verifica attraverso l'incarnazione, che ad alcuni viene imposta come espiazione, mentre per altri, particolarmente evoluti (i vari maestri e santi), è una missione per il bene dell'umanità. La vita materiale è una prova da superare fino ad ottenere la perfezione assoluta. Al suo rientro nel mondo degli spiriti, l'anima vi ritrova tutti coloro che ha conosciuto sulla Terra, e ricorda tutte le sue esistenze precedenti.

E' evidente qui il richiamo alle dottrine orientali della reincarnazione (sempre nell'ambito della specie umana e mai in animali) e del karma, che rese inaccettabile l'opera di Kardec in ambienti cattolici, anche perché lo studioso francese considerava Gesù uno spirito assai elevato, ma non Dio stesso, e negava l'esistenza dell'inferno.

Lasciando il corpo, dunque, l'anima rientra nel mondo degli spiriti, per ritornare all'esistenza materiale dopo un lasso di tempo più o meno lungo, durante il quale vive nello stato di spirito errante. Tali spiriti erranti non occupano uno spazio preciso: sono ovunque e costituiscono una popolazione invisibile che si agita intorno a noi, seguendoci continuamente.

"Gli spiriti", scrive Kardec, "esercitano sul mondo morale, e anche sul mondo fisico, un'azione incessante; essi agiscono sulla materia e sul pensiero e costituiscono uno dei poteri della natura, causa efficiente di una moltitudine di fenomeni fino a questo momento non spiegati o male spiegati, che trovano una soluzione razionale soltanto nello spiritismo".

Infine, Kardec sottolinea che gli spiriti comunicano costantemente con gli esseri umani, in maniera occulta -- attraverso cioè l'influenza buona o cattiva che, a seconda della loro natura, possono esercitare su di noi e sulle nostre azioni -- o palese, ossia per mezzo della scrittura, della parola e di altre manifestazioni materiali, di solito attraverso dei medium.


IL "CERCHIO KAPPA" E IL NUOVO LIBRO DEGLI SPIRITI

L'opera di Allan Kardec è rimasta un punto di riferimento fondamentale per lo spiritismo attuale. Ad essa s'ispira anche un gruppo medianico italiano operante dal 1985 a Roma, il Cerchio Kappa, guidato da un giovane medium cieco dalla nascita. Per palesare ulteriormente il collegamento ideale a Kardec, questo gruppo ha realizzato Il nuovo libro degli spiriti, un volume imperniato su un grande "progetto spiritico" che collegherebbe fra loro le manifestazioni del mondo spirituale date agli uomini a partire dalla metà dell'Ottocento.

In realtà, affermano gli spiriti attraverso il Cerchio Kappa, la medianità esisteva da sempre, ma soltanto un secolo e mezzo fa, finiti ormai i tempi dell'Inquisizione e dei processi alle streghe, gli uomini si rivelarono maturi per accettarla. Gradualmente per mezzo della medianità, sostengono gli esponenti del Cerchio Kappa, sono state insegnate agli uomini delle grandi verità spirituali, che hanno indicato la strada per giungere ad un'autentica fratellanza e ribadito la realtà della sopravvivenza alla morte e dell'infinito cammino evolutivo dello spirito, affinché l'uomo riconosca la divinità che è in lui e viva in armonia con questo principio.

Secondo la ricostruzione del "progetto spiritico" operata dal Cerchio Kappa, all'inizio gli insegnamenti ricevuti per via medianica erano più semplici, e spesso accompagnati da grandiosi ed inspiegabili fenomeni fisici, per far capire che quanto avveniva non era di natura umana. Poi, a poco a poco, questi fenomeni si sono attenuati e l'insegnamento degli spiriti si è ampliato e arricchito, divenendo più profondo e complesso. Tanto complesso che spesso neanche i medium, i quali si considerano semplicemente degli strumenti manovrati dagli spiriti, riescono a comprenderlo.

Da ciò i detrattori dello spiritismo potrebbero concludere che ogni medium s'inventi qualcosa di diverso, o che comunque proietti la sua concezione del personaggio sul fenomeno medianico. Allan Kardec suggeriva una spiegazione diversa: gli spiriti di grandi personaggi storici che hanno raggiunto un certo grado di elevazione spirituale "formano famiglie similari per pensiero e grado di avanzamento, i cui membri sono lontani dall'essere tutti conosciuti da noi. Se dunque uno di loro si manifesta, lo farà con un nome molto conosciuto, allo scopo di indicare la categoria alla quale appartiene". Ciò vuol dire che, se si evoca Platone per esempio, è possibile che lo spirito del grande filosofo non possa rispondere all'appello; in tal caso, sarà uno spirito appartenente alla stessa classe a rispondere in sua vece, comunicando così non l'individualità di Platone, bensì il suo pensiero. "Del resto", concludeva Kardec, "gli Spiriti superiori vengono per istruirci, e la loro identità precisa è un problema secondario".

Resta comunque il fatto che, fino ad oggi, nessun sedicente spirito di grandi personaggi del passato ha mai trasmesso qualcosa che fosse inconfutabilmente all'altezza del suo genio. Nel 1970, per esempio, una signora inglese di nome Rosemary Brown, incise un disco in cui lei ed un celebre pianista classico inglese, Peter Katin, eseguivano composizioni che lei asseriva le fossero state dettate, nel corso di comunicazioni spiritiche, da grandi musicisti del passato come Liszt, Beethoven, Chopin, Schubert, Brahms e Debussy.

Erano tutti brani molto belli, ma nessuno, secondo i critici musicali più accreditati, conteneva qualcosa di veramente nuovo e geniale come la Quinta Sinfonia di Beethoven o i notturni di Chopin. Potevano tutti essere stati composti da un ottimo musicista contemporaneo, magari dallo stesso Katin. I dubbi, quindi, restano. Sono forse gli spiriti a volerlo? Oppure sono i medium che non riescono ad interpretarne perfettamente i messaggi artistici o filosofici?


(FINE PRIMA PARTE - LEGGI LA SECONDA PARTE IL MESE PROSSIMO)