Lunedì 24 Lug 2017
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Stampa

C’E’ UN TEMPO PER NASCERE, UN TEMPO PER VIVERE, UN TEMPO PER MORIRE……

. Pubblicato in MAESTRO GRECO

(Messaggio di un Maestro di Saggezza)

L’oriente ci insegna, e il saggio Motzu ci ricorda che: “c’è un tempo per nascere, un tempo per vivere, un tempo per morire e forse, per chi ha fede, un tempo per rinascere”. Lo stesso insegnamento possiamo trovarlo in altri testi sacri e in altre religioni e questo dimostra che in esso vi è una saggezza universale che è riconosciuta in tutte le latitudini della terra. Saper vivere la propria vita agganciandola a questa filosofia, significa ottenere la verità. A questo messaggio del Maestro gli uomini rispondono: “Maestro, è difficile vivere agganciandosi a tutto questo, perché la vita di tutti i giorni, la famiglia, il lavoro, le tensioni e le emozioni ci portano a vivere in altro modo, con altre considerazioni e altri risultati”. Il Maestro risponde: “figliolo vedi le stelle nel cielo, i gigli nei campi, l’alternarsi del giorno e della notte? Vivono queste verità e non pensano al quotidiano ma esistono e basta. Impara da essi e scoprirai una vita piena d’amore”. Il significato del messaggio del Maestro Motzu è che ogni cosa nasce, vive e muore in un tempo previsto. Quindi non solo l’uomo, ma ogni evento della nostra vita nasce, vive e muore, perché questa è la grande legge dell’Universo. Tutto questo significa che quando una cosa è finita, è finita, e che dobbiamo vivere la nostra vita in coscienza, pronti ad accettare gli avvenimenti, senza volerli cambiare con la nostra volontà, ma accettando la volontà divina.“Sia fatta la tua volontà, o Signore, e non la mia”. Questo è il grande insegnamento che tutti gli illuminati ci hanno lasciato, ma che l’uomo non riesce a vivere e a capirne il significato. Dopo un periodo negativo, se vogliamo risorgere, è necessario far morire dentro noi ciò che ci ha portato le negatività, sotterrandolo, se necessario, o cancellandolo dalla nostra mente. Un rapporto familiare finito, un lavoro inutile, un conflitto con una persona inesorabile, qualsiasi negatività presente nella nostra vita può, in questo modo, essere cancellata. Bisogna far morire ciò che ci blocca, ci ferma, ci devia dalla nostra strada, perché solo allora ritornerà il tempo per rinascere. Vivere significa porre attenzione in ogni istante a ciò che si fa ed essere sempre sé stessi, inseguendo l’ESSERE e non l’AVERE. Non lasciarsi prendere dal turbinio della vita ma cercare di ottenere da essa l’armonia, l’equilibrio e il silenzio, che ci permetteranno di far nascere, dentro noi l’intuizione. L’intuizione serve per farci camminare sulla strada scrivendo la nostra storia e guidandoci nelle scelte più difficili, nelle situazioni più disperate, quando siamo soli a decidere. Chi è riuscito a vivere tutto questo ha aperto quella porta, al di là della quale, si incontra la luce. Difficile è trovare in noi questa porta e la maniglia che la apre, perché stanno all’interno del cuore e solo noi possiamo trovarla ed aprirla per permettere a tutti di entrare. Se l’uomo soffre, si arrabbia, crea conflitti interni o combatte con chi gli sta intorno, perde l’armonia o il contatto con sé stesso. Per quanto lotti o si agiti non può aggiungere un minuto alla vita che gli è stata concessa. Meglio è accettare tutto con serenità e pensare che ciò che deve essere sarà non opponendosi o cercando di cambiare le cose, perché le cose non cambiano ma seguono ciò che è scritto nell’Universo. Meglio è lasciarsi andare, seguire l’acqua del fiume, che dai monti scende al mare, non opponendo nessuna resistenza al futuro, che potrà essere migliore o peggiore di prima, in ragione di quanto siamo riusciti a lasciare di pesante e di negativo per scaricare la nostra anima. La nostra meta è l’essere, che non vuol dire “avere” ma realizzarsi, prendere coscienza di sé stessi. Ciò che blocca l’uomo nella sua crescita evolutiva sono le tensioni, le emozioni, la perdita di Serenità e di armonia provocata dal lavoro, dalla famiglia, dagli amori e dalle gelosie. L’uomo è una spugna, una calamita, che assorbe ogni negatività intorno a sé e le rende proprie vivendone le emozioni e le tensioni ad esse collegate. Per evitare ciò è necessario crearsi uno scudo protettivo, essere calmi, armonici, vincere le emozioni e le pulsioni che la vita ci porta creando amore e serenità fuori e dentro di noi. La prima regola è di non giudicare gli altri ma accettarli con le loro aggressività, le loro incoerenze, la loro ignoranza, senza lasciarsi condizionare dall’esteriorità ma andando al di là di essa: all’Anima delle persone e delle cose. Noi non siamo il centro dell’Universo, ma solo un granello di sabbia nel deserto. Non dobbiamo credere che tutto debba ruotare intorno a noi ma seguire il fluire delle onde del mare. Il loro andare e venire sulla spiaggia ci insegna che tutto ritorna, che tutto è illusione e che la speranza è sempre con noi. Non dobbiamo volere tutto e subito, ma aspettare il tempo, perché tutto ha un tempo, come dicevamo prima, e saper aspettare il proprio tempo è indice di saggezza. Dobbiamo imparare a percorrere la nostra strada senza attenderci nulla dagli altri ma semplicemente, ampliando la nostra conoscenza, per prepararci al grande ritorno: la morte. L’uomo ha paura della morte mentre dovrebbe vivere amandola perché è con lui da quando nasce. Dovrebbe imparare a conoscerla ed amarla perché non lo abbandona mai un istante e per tutta la durata della sua vita lo condiziona con paure e tensioni. Dovrebbe considerarla un’amica ed imparare a camminare a braccetto con essa per scoprire il vero valore della vita e il suo significato. La Luce ha creato vita e morte legandole indissolubilmente per l’eternità e facendole partecipi dell’Universo. Se guardaste alla morte e ai suoi valori come amate e siete attaccati alla vita scoprireste molti insegnamenti. Morire significa perdere il proprio corpo per vivere in un’altra dimensione, con altri corpi. Tutto questo è straordinario e potrebbe insegnarvi la grandezza del Creatore mentre vi incute paure e tensioni ed avete paura della morte! La realtà è che siete terrorizzati dalla paura di abbandonare le vostre sicurezze e le vostre abitudini, ciò che conoscete, capite e ritenete vostro. Non riconoscete la superiorità del Creatore, altrimenti come potreste ritenere vostre le cose che possedete sulla terra? Ciò che è vostro, perché creato da voi, sono le illusioni, le paure, le tensioni, ma come può essere vostro ciò che non avete creato ma vi è stato donato per regalarlo o portarlo agli altri? Tutto ciò che avete raccolto, guadagnato o costruito sulla terra, non potrete portarlo nelle altre dimensioni ma dovrete lasciarlo ad altri uomini: donarlo con amore a chi, forse, amore non ha mai avuto per voi. Ciò che porterete nelle altre dimensioni sarà: l’amore che avete donato agli altri, il bene che avete fatto, l’aiuto che avete dato, il dolore che avete tolto, il pane e la felicità che avete donato. Ecco come dovreste agire nella vita: sentendo l’avvicinarsi del tempo di morire: lasciare tutto ciò che avete e dedicarvi ad amare gli altri, senza dimenticarvi che morire permette di avvicinarsi alla Luce e conoscere ciò che sulla terra non potete conoscere. Se qualcuno, fra coloro che amiamo è morto, soffriamo o ci lamentiamo e consideriamo ingiusta questa morte mentre dovremmo pensare che chi ci ha lasciato è più vicino di noi alla Luce. La morte ci permette di lasciare la dimensione umana per entrare nelle altre dimensioni e sapere se potremo accedere alla Luce. Ecco cosa significa morire: verificare e mutare le proprie energie per accedere ad altre dimensioni sino a raggiungere la Luce e, forse, ritornare facendo il processo inverso. Non bisogna avere paura della morte, non bisogna soffrire per una morte, se ciò dovesse capitarvi chiedetevi: dov’è ora l’anima del morto? E non potrete altro che rispondere: “E’ nella Luce!”.