Lunedì 24 Lug 2017
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INSEGNAMENTI PER CHI MUORE

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LA MORTE E’ L’INIZIO

. Pubblicato in INSEGNAMENTI PER CHI MUORE

(Messaggio Medianico)

Ognuno di voi deve scrivere la sua storia sulla sua strada. Ognuno deve capire, camminare. Ognuno di voi deve attendere il tempo per morire. Questa è la verità. Anche io ho atteso il tempo per morire su un’isola, aspettando la morte. Ma che cosa è la morte? La morte è un viaggio, la partenza per una destinazione ignota. La morte è la vita. La vita nell’aldilà. Perché avere paura o piangere se muore qualcuno a cui vogliamo bene? E’ qualcuno che se ne è andato. E’ andato per incontrare altre vite, altre dimensioni, altre speranze. E se sarà possibile…..la sua esperienza, la sua evoluzione gli permetterà di ritornare, ed essere sempre vicino ai suoi cari, anche se solo come anima. E’ un filo che si tende verso altre destinazioni. E’ un viaggio. La partenza con un mezzo che voi uomini non conoscete. Questo mezzo si chiama coscienza, l’anima. L’anima che lascia una dimensione, si ritira in una nuvola, e basta….. e va. E vola nell’Universo. Questa è la morte. Voi la vivete spesso come la fine di qualcosa. Ma la morte è l’inizio. L’inizio per chi ha fatto l’esperienza che doveva fare sulla terra. E’ l’inizio di una nuova vita meno pesante. Più leggera. Per chi invece non ha vissuto ciò che doveva vivere sulla terra, è l’inizio di una vita difficile, piena di contrasti, di contrattempi. Piena di dubbi. Di incertezze. Di castighi. Di rinunce. Non vi è un distacco tra la vita nell’aldilà e la vita nell’aldiquà. E’ un continuo. Continua sempre a vivere nella coscienza, nell’anima dell’uomo, la speranza. Quindi non piangete la morte. Ma ridete con essa. Sorridete. Siate confidenti, amici. E fate come fece Francesco d’Assisi. Cantate. Aspettando la morte. Cantate perché la morte è la speranza che arriva. E vi dice: “Sono qui e tu sai che devi venire con me”. Alzati e cammina…. E’ Lazzaro che risorge. Ma come …. risorge? Quando risorge? Perché risorge? E’ la fantasia. E’ dire ancora una volta “Signore, io sono qui, sia fatto di me ciò che vuoi”. Quella samaritana, davanti a quel pozzo, nel Vangelo disse: “Come puoi tu Maestro bere se non hai di che attingere l’acqua in questo pozzo?”. E Gesù disse: “Donna… l’acqua che io ti darò non ha bisogno di essere presa da questo pozzo. L’acqua che io ti darò si chiama verità”. Questa è la morte. E’ arrivare sulla riva di un lago, in un giardino. E aspettare. Attendere il tempo per morire. Da soli. Con molti altri. Ma comunque attendere il tempo per morire. E quando siete toccati dalle morti, sappiate viverle con forza. Sappiate attenderle. Con amore. Sappiate crescerle, con la speranza. Abbiamo detto: “Secondo voi perché gli uomini guardano negli occhi gli altri uomini, quando li incontrano…. E i cani, i gatti, gli animali….no. Non lo sapete!”. E allora vi abbiamo risposto: “Perché gli uomini guardano negli occhi. L’animale guarda il cuore dell’uomo. Ed io vorrei che ogni volta che noi vi parliamo riusciste a guardare il cuore delle mie parole, dei miei messaggi”. Voi dovete riuscire a togliere questo gigante dentro di voi, che si chiama ego. Il perbenismo. La forma. Se tutto è impostato sulla forma, allora vi va bene…… Voi seguite ciò che è dato dall’educazione, dalla cultura…. Ma della quale l’anima non sa cosa farsene. Se quando parlate di fede, d’amore, di speranza, di maestro, voi riusciste a togliere queste cose….. riuscirete a parlare con il cuore. Staccando la vostra mente. I vostri pensieri…. Tutto sarebbe più facile. Ma ahimè, non è facile questa strada. E allora voi create altre strade, scorciatoie, si cercano cose che nella vita dell’anima non esistono. Ma questi forse a voi sembrano discorsi filosofici. Discorsi che lasciano il tempo che trovano. Perché domani sarete chiusi in una stanza e comincerete ad annodare la mente. Con tutta la vostra negatività, con tutti i vostri pensieri, con tutte le vostre titubanze. Ma questo è vivere? Dovete imparare a vivere con gli altri, ma divisi dagli altri. Non come se fosse una famiglia. Volete che le vostre attività migliorino, rifioriscano? Dovete lavorare! E lasciar lavorare chi sta con voi. Senza frustrazioni, distacchi, riattacchi… tutte cose inutili. Il tempo, lo spazio. Tutti nodi che si creano nella vostra mente. Continuamente. E poi si va dal medico….questo fa il massaggio, quello fa la prova del sangue, questo mi prova le gambe, l’altro mi prova la testa, questo, questo, questo…. Non sarebbe meglio cambiare vita? E’ una brutta strada quella di lasciare la propria salute, la vostra vita in mano a questi medici. Spesso senza preparazione. E’ una strada sbagliata. E allora non è meglio fare qualche sacrificio alimentare. Fare più meditazione. Pregare di più. E affinare le proprie energie? Che dare in mano a tutti questi medici la vostra salute? Ma anche questo…. è più facile dare agli altri che prendersi in proprio le responsabilità. Noi non possiamo intervenire mentre voi state sbagliando. Possiamo intervenire dopo. La vostra vita, la vostra esperienza, la vostra evoluzione, il vostro Karma…. deve essere vissuto da voi… non da noi. Noi non possiamo dirvi prima “Non fare questo! Non è la legge dell’Universo!”. Voi dovete farlo e vivere fino in fondo ciò che avete fatto…. giusto o sbagliato che sia. E poi quando avrete la disponibilità di dire “Maestro, dove ho sbagliato?”, allora se ci è concesso, potremo intervenire.