Mercoledì 20 Set 2017
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IL SUBLIME SAGGIO MO-TZU

. Pubblicato in ESPERIENZE, VIAGGI, DI BRAGADIN

 Articolo di Gian Marco Bragadin

Cattolici o non cattolici, tutti conosciamo le parole del Cristo che insegnava agli uomini l'amore per il prossimo. Il brano, tratto dal Vangelo di Luca ( Lc, 6, 27-38) recita così:

"Amate i vostri nemici, fate del bene a coloro che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi maltrattano. A chi ti percuote sulla guancia, porgi anche l'altra; a chi ti leva il mantello, non rifiutare la tunica. Dà a chiunque ti chiede; e a chi prende del tuo, non richiederlo. Ciò che volete gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se fate del bene a coloro che vi fanno del bene, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, che merito ne avrete? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e il vostro premio sarà grande e sarete figli dell'Altissimo; perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e vi sarà perdonato; date e vi sarà dato". Circa 300 anni prima, nell'antica Cina, durante il periodo in cui in Occidente si conosceva la filosofia di Socrate, venne un uomo che dopo esperienze di ogni genere, insegnava ai suoi contemporanei la filosofia dell' "Amore universale". Erano gli anni che la storia chiama "degli Stati combattenti" e quest'uomo, il cui nome era Mo-Tzu, dopo essere stato Ministro della Guerra, stratega militare, inventore di macchine di difesa, comprese che la guerra era il peggiore di tutti i mali. Perché non decimava solo il vinto, ma anche il vincitore. Perciò un giorno Mo-Tzu abbandonò tutte le sue prestigiose cariche, ed elaborò una filosofia, detta dell'Amore universale, nella quale pur tenendo presente il periodo, il contesto storico e le differenze tra la Cina e l'Occidente d'allora, sono contenuti tutti i temi che renderanno grande la parola del Cristo. E "il Cristo della Cina" è stato definito Mo-Tzu da alcuni gesuiti che ne hanno appreso e studiato la sua filosofia. Ecco una parte di un capitolo sull'Amore universale, tratta dal "Libro del sublime Mo-Tzu", pubblicato anni fa dalla mia casa editrice, unica edizione in italiano. La dottrina dell'amore universale, è il più noto e famoso contributo dato da Mo-tzu al pensiero della Cina. Egli è stato l'unico, tra i filosofi del suo tempo a predicare che gli uomini debbono amarsi l'un l'altro. Devono amare i membri delle altre famiglie, come amano i membri della propria, devono amare gli altri Stati, come amano il proprio, in quanto tutti gli uomini sono uguali sotto il Cielo. Riesce difficile a noi moderni ed occidentali comprendere l'altezza ed il coraggio di questo ideale, proclamato da Mo-tzu, quasi 2500 anni fa, ed in un periodo della storia cinese caratterizzato da odio e lotte perenni tra grandi famiglie e Stati diversi. Per Mo-Tzu la distinzione tra il tu e l'io, tra il tuo e il mio è la causa di tutte le piaghe della società cinese della sua epoca. L'amore per i propri famigliari e per il proprio Stato, a scapito degli altri, l'amore discriminante o parziale è il principio di ogni male. Da dove sono nate, si chiede Mo-Tzu, tutte le cause che danneggiano il mondo? Sono nate dall'amore per gli altri, e dal desiderio di avvantaggiarli? No di certo, risponde Mo-Tzu. Esse sono nate dall'odio e dalle violenze perpetuate contro di loro. Se volessimo classificare coloro che nel mondo praticano la violenza, come dovremmo definirli? Dovremmo dire che praticano l'amore indifferenziato (universale) oppure un amore discriminante. E più avanti il Maestro Mo-Tzu prosegue dicendo che se la discriminazione dell'amore è così profondamente negativa, deve esistere qualcosa con cui sostituirla. E questo qualcosa è l'amore universale, indifferenziato, per tutti i membri del genere umano. "Ed è compito dell'uomo saggio - dice il Maestro Mo-Tzu nel sedicesimo capitolo del suo libro - quello di incrementare i benefici ed eliminare i malanni del mondo. Quali sono i malanni del mondo al giorno d'oggi? Che i grandi Stati aggrediscono i piccoli, le grandi casate spodestano le piccole, i forti opprimono i deboli, i furbi imbrogliano gli ingenui, i nobili guardano gli umili dall'alto in basso: questi sono i malanni del mondo". La funzione del saggio è quella di farsi carico dei problemi del suo tempo, esaminarli, capirli e poi offrire una soluzione: in questo caso l'amore universale al posto di quello settario o parziale o discriminante. Non si tratta di una pura dottrina morale, rileva M.Granet. Piuttosto di una dottrina dell'ordine sociale. "Chi ama il prossimo, ne sarà a sua volta amato; chi farà trarre profitto al prossimo, trarrà profitto a sua volta. Al principe che sa amare soltanto il suo territorio, e non ha alcun amore e rispetto per il territorio altrui, niente potrà impedire di usare la sua forza per aggredirlo...... Niente tratterrà un capofamiglia che ama solo se stesso, dall'impadronirsi di ciò che non è suo". Da ciò, secondo il Maestro Mo-Tzu, derivano tutti i brigantaggi, le usurpazioni, i furti, e, peggiore di tutti i mali, la guerra. "Se invece tutti gli uomini si amassero l'un l'altro, i deboli non sarebbero più preda dei forti e dei violenti, i ricchi non vesserebbero i poveri, i furbi non ingannerebbero i semplici..." L'uomo di cuore, che ama il proprio prossimo, agendo per il bene, procurerebbe benefici e prosperità al mondo. Fung-Yu-Lan  ritiene che Mo-Tzu abbia maturato questa teoria all'interno del gruppo da cui proveniva, quella cavalleria del tempo, che si prefiggeva di combattere l'oppressione dei potenti e di aiutare il popolo in difficoltà. Estendendo questo spirito di aiuto reciproco, dall'interno del suo gruppo a tutto il genere umano, Mo-Tzu faceva compiere un enorme balzo in avanti al pensiero del suo tempo, verso quegli ideali di fratellanza e di carità, che qualche secolo dopo, sarebbero stati alla base del Cristianesimo. L'altruismo confuciano, che consisteva nel fare del bene ma solo per essere contraccambiati, viene superato ed oscurato dall'amore universale che tutto redime e che, se ben praticato, trasformerà il mondo. La grande intuizione del Maestro Mo-Tzu, rinnova l'ormai freddo e arido ritualismo confuciano, non più bastevole ai bisogni del tempo. L'ordine nuovo non può più basarsi solo sulla tradizionale autorità degli antichi saggi, ma sulla ragione e - fatto questo rivoluzionario - sulla fede del Cielo, la fede in Dio. Per quanto la predicazione di Mo-Tzu sembri spesso poco raffinata, troppo concreta ed utilitaristica, essa acquista con questa teoria un'impronta assai potente che a buon diritto ha posto Mo-Tzu al livello dei due grandi filosofi del suo tempo, Confucio e Lao-Tze. L'iniziale successo delle sue idee, nuove, coraggiose, rivoluzionarie, indicano il suo ardimento e la sua originalità anche se poi hanno dovuto soccombere al duro ordine imperiale che come la rivoluzione culturale maoista dei nostri tempi, distrusse e cancellò tutto ciò che ad essa era contrario. Animato dall'amore per il suo prossimo, il suo popolo, Mo-Tzu non ha esitato a combattere contro i nemici del tempo, lo spirito di anarchia e lo spirito di clan, che erano alla base delle lotte fratricide che insanguinarono il periodo in cui visse. Il suo ideale fu combattuto, messo in ridicolo e dichiarato utopistico già nel periodo in cui visse il Maestro, perché era qualcosa di troppo nuovo e nobile, perché potesse essere accettato da tutti, ed in particolare dalle classi dominanti e dai suoi critici, come i Confuciani. La straordinaria intuizione di Mo-Tzu, esaminata ai nostri giorni, acquista uno straordinario valore di profondità e di anticipazione dei tempi. Scrive il Maestro Mo-Tzu: "Chi ama gli altri, dagli altri è riamato; chi offende gli altri, dagli altri è rioffeso. Che difficoltà c'è in tutto questo?... Se sotto il Cielo tutti si amassero l'un l'altro ed amassero gli altri come amano se stessi, vi sarebbe qualcuno al mondo non affettuoso e non rispettoso degli altri?". Sembrano parole note. Cristo dice nel Vangelo: "Io vi dico di non amare solo coloro che non vi amano". Con tutto il rispetto per le due figure, i cui ruoli sulla Terra sono stati enormemente diversi, è indubbio che nel cuore di Mo-Tzu, pur in una terra così lontana ed in un tempo tanto più antico, era sorto quel sentimento d'amore, allora sconosciuto, che in seguito con la forza e la grandezza del Nazareno ha conquistato il mondo.

Nota: A chi fosse studioso dell'antica Cina o particolarmente interessato, comunichiamo che Melchisedek Edizioni ha recentemente pubblicato il libro “Mo-Tzu il Saggio”, di Gian Marco Bragadin.
Notizie su www.melchisedek.it