Giovedì 25 Mag 2017
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size

DA LIBRI ARTICOLI E INTERNET

Stampa

Melchisedek: il re del mondo

. Pubblicato in DA LIBRI ARTICOLI E INTERNET

Sample ImageC’è un personaggio, citato nella Bibbia alcune volte, che è tornato di grande attualità, dopo la scoperta, a Qumran, dei Rotoli del Mar Morto. Si tratta di Melchisedek, il Re Sacerdote della Tradizione primordiale.  Chi era questo antico profeta? Avendo creato una casa editrice che si ispira al Suo nome, la Melchisedek Edizioni, ma soprattutto avendo in questi giorni pubblicato “L’Eredità dell’Ordine di Melchisedek”, un romanzo esoterico-spirituale,  ho voluto offrire ai lettori un quadro del Re-Sacerdote di Salem, esaustivo e rivelatore. Per comprendere la grandezza di Melchisedek sarebbe sufficiente citare le parole di san Paolo, nelle “Lettere agli Ebrei”. “Questo Melchisedek, re di Salem, sacerdote del Dio Altissimo, andò incontro ad Abramo mentre ritornava dalla sconfitta dei re e lo benedisse. A lui Abramo diede la decima di ogni cosa. Anzitutto il nome tradotto significa re di giustizia. È inoltre anche re di Salem, cioè re di pace. È senza padre, senza madre, senza genealogia, senza principio di giorni né fine di vita, fatto simile al Figlio di Dio e rimane Sacerdote in eterno. Considerate pertanto quanto sia Grande costui al quale Abramo, il patriarca, diede la decima del suo bottino (7 – 1/4)”.  In altri brani S. Paolo fa riferimenti a metà tra  Melchisedek e Gesù, per dare valore alla figura del Cristo. Come se, a quei tempi, si conoscesse sul Re-Sacerdote molto più di quanto è poi stato lasciato trasparire dalle “Fonti Primarie”che lo riguardano, come ad esempio nella lettera 5:8: “Benché fosse Figlio, imparò l’ubbidienza dalle cose che soffrì; e, reso perfetto, divenne per tutti quelli che gli ubbidiscono, autore di salvezza eterna, essendo da Dio proclamato sommo sacerdote secondo l’Ordine di Melchisedek”. Già queste “lettere” di S. Paolo, dovrebbero mettere sul chi vive il lettore. Se Melchisedek era così Grande, “fatto simile al Figlio di Dio e rimane Sacerdote in eterno” come mai il suo nome, e la sua vita sono del tutto spariti dall’insegnamento della Chiesa? Ma andiamo avanti con la ricerca storica. Dopo aver esaminato San Paolo, passiamo ad analizzare che cosa dice l’Antico Testamento. “Quando Abramo fu di ritorno dopo la sconfitta di Chedorlaomer e dei re che erano con lui, il re di Sodoma gli uscì incontro nella Valle di Save, cioè la Valle del re. Intanto Melchisedek, re di Salem, offrì pane e vino: era sacerdote del Dio altissimo e benedisse Abramo con queste parole: «Sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, creatore del cielo e della terra e benedetto sia il Dio altissimo che ti ha messo in mano ai tuoi nemici». Abramo gli diede la decima di tutto”. Melchisedek fu il primo ad istituire quella che chiamiamo l’Eucarestia - offrì pane e vino – che dunque non aveva all’inizio il valore di simbolo del sacrificio di Cristo. Ancora nella Bibbia, nel salmo 110, si prefigura la venuta di una figura messianica. Ecco il testo: “Oracolo del Signore al mio Signore: «Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici a sgabello dei tuoi piedi». Lo scettro del tuo potere stende il Signore da Sion: «Domina in mezzo ai tuoi nemici. A te il principato nel giorno della tua potenza tra tanti splendori; dal cuore dell’aurora, come rugiada, io ti ho generato». Il Signore ha giurato e non si pente: «Tu sei Sacerdote per sempre al modo di Melchisedek». Fin qui i testi sacri ufficiali, le fonti primarie. E da qui possiamo già cominciare a trarre qualche prima conclusione. Se Abramo gli offre la decima, ed Abramo è il padre degli Ebrei, quel popolo avrebbe dovuto considerare Melchisedek ben più grande di Abramo. E se Gesù, viene fatto sacerdote in eterno, alla maniera di Melchisedek, ed è anch’Egli, il Figlio di Dio, la religione cristiana avrebbe dovuto onorarLo come un antico Messia, se non lo stesso “Figlio di Dio”, sceso in epoca precedente. Perché non è accaduto così? Oggi possiamo fare supposizioni, non rischiamo più di finire sul rogo.Non si doveva dare ombra a Gesù, al Cristo, raccontando alla gente che Dio aveva già inviato sulla Terra se stesso, in aiuto all’umanità. Nella “Biblioteca” degli Esseni, nascosta nelle aride grotte vicino al Mar Morto, sono stati trovati testi che sottintendono, più o meno chiaramente, che il “Re di Giustizia” da loro adorato, fosse proprio Melchisedek, la cui funzione regale (la giustizia) era già implicita nel suo nome. Nel manoscritto classificato con la sigla 11Q Melch, si ritrovano più descrizioni di Melchisedek e del suo ruolo Divino, come quando si dice “Melchisedek vendicherà i giudizi di Dio dalla mano di Belial (il demonio) e dei suoi spiriti e per questo verranno in suo aiuto tutti gli dei eterni”. Perfino Dante cita Melchisedek nell’VIII canto del Paradiso. A Melchisedek in seguito, sono stati attribuiti molti nomi di grandi personaggi vissuti in luoghi ed epoche diverse. I rotoli del Mar Morto ci raccontano anche la storia dei discendenti di Enoch, da Matusalem al figlio di Dio fatto uomo, ossia Melchisedek il Re vero, Vero Uomo, Vero Dio, Sacerdote in Eterno, l’Eterno Dio che ritorna. Frutto anch’egli di concepimento divino, fa capo al fenomeno conosciuto come ‘Shekinà’, termine aramaico che si può interpretare così: ‘viene, penetra, trasforma’. Si tratta della presenza di Dio in un uomo, che si manifesta in Terra. È un fenomeno che si ripete ciclicamente e si verifica ogni qual volta Dio decide di inviare sulla nostra piccola Terra il suo dono più grande, il Verbo, il Figlio, una Sua Emanazione. Il “Sempre Veniente” è disceso almeno cinque volte sul Pianeta. Non si conoscono i nomi dei primi, perduti nella notte dei tempi, mentre altri vengono chiamati Krishna, Melchisedek, Gesù. E Melchisedek è associato a Gilgamesh, e a  moltissimi altri miti, dei, esseri superiori, inviati celesti, fra cui i più noti sono Ermete Trismegisto,  Osiride, Sargon d’Arcadia. Quindi, chi crede in Cristo crede in Melchisedek anche senza saperlo, perché sono frutto della stessa Emanazione Divina. Anche Melchisedek è il Figlio di Dio. Non c’è alcuna differenza con Gesù”. Tra gli autori moderni ha parlato e scritto di Melchisedek, con grande devozione Omraam Mikhaël Aïvanhov, che ricorda che Gesù ed Abramo appartenevano al Suo antico e sacro Ordine.   Secondo la filosofia iniziatica Melchisedek è il Maestro di tutti i Maestri, è il realizzatore della pace (Melki) e della giustizia (Sedec) e tutti i grandi Maestri che hanno portato civiltà e luce ai vari popoli nel corso  dei secoli provengono dall’Ordine di Melchisedek . Il Suo Ordine rappresenta la vera Tradizione dell’Amore, della Saggezza e della Verità.  Chi ha portato alla luce della conoscenza, la nascita e la vita di Melchisedek, tra gli autori moderni, è Mario Pincherle, l’archeologo italiano  cui si deve la scoperta dello Zed, e che ha dato una versione molto diversa dei primordi del cristianesimo, con opere come “Gesù proibito”, “Mosè proibito”, “Paolo il falso” e “Il Quinto Vangelo” (Macroedizioni). Egli ci svela la  storia di Melchisedek, come descritta in un antico testo,  chiamato il “Manoscritto di Melchisedek”, rinvenuto da uno studioso russo, il professor Sokolov, ad Axum, in Etiopia. In esso si racconta come, dopo la morte di Enoch, il popolo del Signore fu guidato prima da Matusalem e poi da Nir, suo figlio e marito di Sopanima che, essendo sterile, non aveva concepito alcun figlio. Eccone i brani più significativi:  “Sopanima è ormai vecchia, e pur avvicinandosi il giorno della sua morte, concepisce un bimbo nel suo utero. Nir, il sacerdote, non si è unito a lei da quando il Signore lo ha designato suo sacerdote davanti al popolo. Sopanima, accortasi della gravidanza, si vergogna, si sente umiliata. E fino al termine della gravidanza si nasconde”. Nir si accorge di ciò, le grida di averlo svergognato e a nulla valgono le scuse di Sopanima. Nir allora la caccia, ma la moglie cade ai suoi piedi e muore. Allora Nir e il fratello Noè vanno a scavare in segreto la fossa, ma quando tornano per prendere il cadavere…“Allora da solo nasce il bambino della morta Sopanima. Ha il corpo sviluppato come uno di tre anni. Parla di già e benedice il Signore. Il sigillo sacerdotale appare sul suo petto. La sua apparenza è gloriosa!”. Gli danno il nome di Melchisedek, il Re Vero…Una serie di iniquità si abbatte sulla Terra. Il Signore appare a Nir in una visione notturna dicendogli: “Nir, non posso sopportare oltre le grandi iniquità che state commettendo sulla Terra. Perciò giungerà sulla Terra la grande distruzione. Ogni vivente perirà. Non affliggerti, tuttavia, per il bambino, il bambino non morirà insieme a quelli di questa generazione che saranno distrutti, ma diverrà il Grande Sacerdote Santo. Farò di lui, Melchisedek, il Re giusto, il più grande di tutti”. Anche con Melchisedek dunque c’era stata la “Shekinà”, la presenza del Dio che scende a salvare la Terra. Un fenomeno quindi che non si è verificato una volta soltanto . Come sanno gli Indù, a proposito del Dio Krishna, così cantato nella “Śrīmad Bhāgavatam” (canto 10, cap. 3): “Per un atto divino, nel momento propizio Dio discende. «Colui che mai non nasce» sta nascendo. È l’Essere Divino! Il padre vede il Figlio. Ha capito che il Figlio è Dio! Sei piccolino ed hai creato il mondo. Non vieni al mondo. Il mondo viene a te... Dice mamma al piccolo:«Tu non sei mai entrato nel mio grembo, non ti occorreva un gamete paterno. E il suo piccolo figlio le rispose: «Mamma, hai accettato un compito tremendo, tu pensa a me come a tuo Figlio, anche se sai che sono Dio»”. Quando Dio scende in Terra, nasce per “genesi cosmica”, per “partenogenesi”. Non occorre – come dice il testo indù -  un gamete paterno. Perché è Dio stesso, la Sua Volontà, che feconda la donna, che essa sia sterile, come Soponima,  o vergine, come Maria. Da tutto ciò è facile supporre che Melchisedek è una figura mitica che si è voluto cancellare dalla nostra storia. Un Essere, il Sacerdote in Eterno, che scende ciclicamente sulla Terra, insieme al Suo Ordine, cui accenna Ezechiele nella Bibbia, quando parla degli uomini di Zadok. Con Melchisedek, il Dio maschile in Terra, è stato attuato lo stesso predeterminato occultamento, che è stato fatto anche con Maddalena, archetipo della Dea femminile, sempre presente al fianco del Suo Divino Compagno nella storia  delle antiche religioni. Un occultamento voluto, perseguito,  attentamente organizzato. Non si voleva un altro Essere Divino, in  modo da poter utilizzare la presenza di Gesù, ad uso e consumo  di chi ne ha fatto il proprio simbolo anche per ragioni di potere e di dominio  sulle anime. Tutto il contrario di ciò che Gesù aveva portato sulla Terra, l’amore di Dio per tutti gli uomini. Qualcuno sostiene che Melchisedek/Gesù, la Coscienza Cristica, sta per tornare e che – come sempre – avrà al suo fianco i membri del Suo Ordine. Che non è fatto di divise o gerarchie, ma che attraverso i suoi “Decreti” rivela come la vita deve essere vissuta.  Un Ordine costituito da anime che hanno giurato l’Antico Patto a Dio, all’inizio del tempo, e che periodicamente si risvegliano, e tornano sulla Terra, nei periodi di cambiamento epocale. Anche tu che leggi Hera,  potresti far parte dell’Ordine, e ancora non lo sai. Basterà leggere “L’Eredità dell’Ordine di Melchisedek” e lo scoprirai, perché tutto il libro è dedicato a far conoscere la grandezza del Re Sacerdote e la funzione del Suo Ordine.  

                                                                                                          Gian Marco Bragadin