Venerdì 21 Lug 2017
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I DECRETI DELL'ORDINE DI MELCHISEDEK E LE 12 PORTE

. Pubblicato in CONOSCENZE SEGRETE

Tratto dal libro “L’Eredità dell’Ordine di Melchisedek” di Gian Marco Bragadin e dal DVD “Testamento Segreto di Gesù”        

DECRETI DELL’ORDINE DI MELCHISEDEK

 “Per prima cosa, bisogna

 emettere per tre volte un suono. La «R». Così: RRRRRRR… RRRRRRR… RRRRRRR.

Bisogna far vibrare la «R». Arrotarla, spingendo l’aria tra i denti e

la lingua. Prova”.

Subito Filippo arrotò per tre volte il suono della “R”.

“Bene. Ed ora ti darò i «Decreti». È una forma di iniziazione, per

cui, stai molto attento. Non importa capire con la mente il significato,

perché il tuo cuore già lo conosce”.

“Sono pronto”, dichiarò deciso Filippo, lasciandosi pervadere dall’energia

del momento.

“Massima presenza nell’atto compiuto.

Io mi dichiaro bianco/a all’interno di me stesso/a.

I bianchi vestiti di nome e di fatto sono ritornati nel presente qui.

L’Ordine di Melchisedek è ritornato nelle sue funzioni.

Il vuoto assoluto all’interno di me. Gesti e parole calcolati all’interno

del piano divino.

Il passato reincorporo all’interno di me. Il passato reincorporato

cancella il passato. Il passato cancella il passato.

Rivivo il presente. Modifico il futuro. Costruisco il futuro.

Il presente modifica il futuro in atto. Il futuro è la chiave di tutto nel

nuovo mondo assoluto.

Il futuro è la chiave d’entrata. Il portale di fuoco, il passaggio d’entrata.

Accoglienza è stata approvata. (pausa)

Silenzio perfetto nell’atto compiuto. Poco parlare. Poco ascoltare.

Io campo specifico radiale, in un campo specifico virtuale.

Io divampo, permeo e mi libero per l’eternità. Io mi libero nell’eterno

presente.

Io compio l’atto nel presente, fuoco nel fuoco.

Io sono coscienza pura nell’atto. Io sono fuoco e per il fuoco agisco,

divampo e sciolgo.

Io sono principio primordiale. Io sono fuoco e rimango fuoco.

Io sono custode di fiamma. Custode di fiamma perenne. Custode di

fiamma nei secoli che furono!”.

La signora Derny aveva gli occhi chiusi e ascoltava l’eco delle sue

ultime parole. Il professore se ne era lasciato compenetrare, avvertiva

ogni frase scolpita dentro di sé.

“Non è finito”, disse la signora. “Ora c’è un mantra di chiusura.

Anche questo da pronunciare tre volte. Tu conosci l’«OM», il suono

primordiale che fa parte di ogni cerimonia per gli induisti e che ora

usiamo anche in Occidente. La sua dizione esatta dovrebbe essere

«AUM», portando l’emissione dell’aria dello stomaco «A» oppure

«O» (bassa vibrazione) alla testa «M» (vibrazione alta, sottile). Per

concludere i Decreti noi invertiamo la vibrazione: dalla «M» (sottile)

alla «A» (bassa, aperta). Devi fare così, per tre volte: «MMM…

AAA»… «MMM… AAA»… «MMM… AAA»… Ora prova tu,

Filippo”, concluse la signora Derny.

Il professore raccolse i fogli e ripeté i Decreti, preceduti dal suono

R e seguiti dal mantra “MA”.

 

 

LE 12 PORTE DELLA TRASFORMAZIONE

 

Sarà necessaria la vostra trasformazione, per attraversare il tempo

e le dimensioni.

Ecco allora che, per accedere alla Gerusalemme Celeste, io vi

indico 12 chiavi, che vi permetteranno di aprire le 12 Porte

Cosmiche, le 12 Porte della trasformazione interiore. Dodici come

i gioielli posti su ciascuna porta della Gerusalemme Celeste. Un

luogo non fisico, ma in cui non potrete entrare fino a che non

abbandonerete definitivamente l’illusione della vostra mente, il cui

scopo è quello di nascondervi la vera Realtà, di separarvi dalla

Luce.

Ebbene, io vi dico che ogni Porta rappresenta una difficoltà da

superare e trascendere, per renderla una virtù, capace di trasformare

ogni uomo nella sua essenza interiore.

Se volete entrare nella vita, trovate le chiavi delle 12 porte. Questo

io vi comando.

Il Perdono è una virtù e apre la prima Porta. Perdono verso voi

stessi, prima di tutto, e verso i vostri fratelli che vi hanno fatto del

male. Il perdono, attuato con il cuore, è come una catena che vi

libera e riporta la gioia nel vostro animo. Abbiate il coraggio di

perdonare, anche ai vostri nemici. Ma, ricordate, il vero nemico è

dentro di voi, è la vostra mente che vi separa dalla Luce. Perciò io

vi dico, abbandonate il rancore, l’orgoglio, chiedete e offrite il perdono

e date la vostra pace.

La meta finale richiede purezza e l’Amore è la chiave che apre

ogni Porta, rappresenta il solvente per raggiungerla. Dovete agire

con trasparenza, senza secondi fini, senza aspettarvi nulla in cambio.

Imparate a offrire il vostro Amore incondizionato che non è

un’emozione, ma uno stato dell’essere e non proviene da una relazione

con altri, ma dall’interno di voi stessi. Quest’Amore è

l’Energia che tiene assieme tutto l’Universo, è l’Armonia che pervade

ogni cosa.

Poi c’è la Costanza. Il giardino della vostra anima va innaffiato

continuamente per mantenere i vostri fiori sempre freschi.

Qualunque percorso abbiate intrapreso, dovrete proseguirlo con

forza di volontà, senza paura, andando sempre avanti, senza farvi

fermare da nulla e nessuno.

La chiave per oltrepassare la quarta porta è la Verità, a qualunque

costo. È la bandiera dell’Ordine di Melchisedek. Operate sempre

nella Verità, non temete di dirla, non state in silenzio. Non mentite.

Sacrificatevi per essa. Consacratevi a essa, accettando il dileggio,

l’insulto. Non abbiate timore. La Luce è la sola Verità e la vostra

Divinità è la Verità della vostra vita.

Poi viene la virtù che apre la Porta dell’Onestà con voi stessi e con

i vostri fratelli, che vi rende cristallini e vi fa riflettere nella grazia

di Dio. Non vi approfittate degli altri. Siate leali. Operate sempre

in modo giusto, avendo cura degli altri e dei loro bisogni. Avete

inteso?

La sesta Porta è quella della Saggezza, indispensabile per operare

nella Luce di Dio. Imparate a vivere tutto con distacco, senza farvi

coinvolgere da sentimenti ed emozioni. Sappiate riconoscere le

vostre debolezze e quelle altrui. Offrite il patrimonio delle esperienze

vissute, perché possano diventare utili al prossimo. Sappiate

vivere con discernimento, senza esprimere giudizio. Ricordate ciò

che ho detto: non giudicate, se non vorrete essere giudicati.

Poi vi è l’Ordine interiore, l’integrità morale, che vi permette di

allinearvi con la Volontà Divina. Sappiate mantenere l’equilibrio,

condurre una vita regolata, semplice, secondo i principi naturali.

Non esagerate in nulla, non trasgredite l’ordine morale, fate della

vostra vita un esempio per gli altri.

L’ottava Porta potrete oltrepassarla con la Donazione. Quando

saprete donare agli altri il vostro aiuto, in ogni modo possibile.

Non solo denaro, ma tempo, cure, preghiera, offrendo voi stessi.

Dedicatevi al prossimo, non solo ai genitori, ai parenti, ma a

chiunque può avere necessità anche solo di un gesto, di una parola,

di un sorriso.

La Fede è la Porta che vi permetterà di accordare lo strumento

meraviglioso che è il vostro cuore. È il cuore che conosce il modo

per avvicinarvi a Dio e vi spinge là dove tanti altri dubitano.

Sappiate che la Fede è una virtù straordinaria che chi non ha non

può comprendere. Vi fa sentire bene. Vi fa piangere o gioire, quando

la sentite dentro, anche di fronte a un cielo stellato, o al sorriso

di qualcuno che vi ringrazia. La fede è ciò che vi porta a vedere

Dio in ogni cosa, a ringraziarlo per il dono di esistere, nella fortuna,

ma anche nella disgrazia. È l’energia Divina che cresce in voi

e vi induce a sentirvi tutt’uno con Lui, integrandovi al Tutto.

Vi è poi la Porta della Fedeltà, la dote fondamentale di chi si riconosce

nell’Ordine di Melchisedek, consapevole di aver camminato

a fianco di Dio, in Dio, nelle sue varie vite, di essere sempre rimasto

fedele alla Santa Alleanza, al Giuramento fatto all’inizio del

tempo. È il senso di appartenenza a un Ordine Superiore, a uno

Spirito di corpo di valore assoluto. È lo sforzo di comprendere e

obbedire per realizzare ciò che Dio vuole. È la virtù del servizio,

del dovere. È una legge morale, la capacità di superare tante prove,

tanti sacrifici, anche a costo della vita, pur di mantenersi sempre

fedele a Dio.

L’undicesima Porta si apre con la chiave della Gioia, la capacità

di amare il progetto di Dio per gli uomini. È il proposito di passare

attraverso morti e rinascite, con la leggerezza di chi sa che ‘tutto

è perfetto’, qualunque cosa vi accada. È la capacità di accettare

tutto, facendone una regola della vostra vita, senza distinguere tra

il bello e il brutto degli accadimenti, perché tutto è necessario per

evolvere e va vissuto con Amore. È la sensazione che vi rende entusiasti,

determinati, felici, connessi con la Gioia infinita che è Dio.

E infine c’è l’Unione di intenti, la dodicesima Porta, che travalica

ogni separazione, ogni divisione che le forze del male vi pongono

davanti, per ostacolarvi. È una Porta fondamentale dalla serratura

doppiamente rinforzata. È la virtù che vi permette di operare

uniti, per uno scopo comune, il ritorno della Luce. Per conquistare

il Regno di Dio, che è già in voi. Ognuno, nel proprio luogo, con

le proprie possibilità, i propri compiti e il proprio Amore, consapevole

della necessità di operare insieme ad altri fratelli, ponendosi

con fiducia nelle mani di Dio, che Vi condurrà verso la salvezza

dell’anima.

Se volete essere perfetti, trasmettete tutto questo a chi scorge in voi

l’esempio da cui trarre nutrimento.

Ma io ora vi dico che queste virtù non saranno sufficienti per la

vostra trasformazione, se non saprete armonizzare dentro di voi

l’energia maschile con l’energia femminile. Ciò che vi è stato

nascosto, è che il “Sempre Veniente” non è soltanto maschile.

Quando Dio invia Suo Figlio nella materia densa della Terra,

accanto al Dio maschile, vi è sempre una controparte femminile.

Rammentatelo, rammentatelo sempre, perché per lungo tempo questa

verità vi verrà celata.